Ernesto Paolozzi

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Federalismo fiscale: i rischi per l'Italia

Federalismo fiscale per il Pd è un tabù*
 A commento di una sua analisi sul federalismo fiscale "alla lombarda",  Tito Boeri scrive: "Due movimenti territoriali - la Lega Nord e il Movimento per l'autonomia di Lombardo - hanno dato un contributo fondamentale alla vittoria elettorale. Da loro dipendono le maggioranze sia alla Camera che al Senato.
La Lega chiede un federalismo fiscale che non concede nulla ai trasferimenti alle regioni del Sud: nel suo programma il 90 per cento dei gettiti dei tributi erariali dovrebbe rimanere nei territori che li generano. L'Mpa chiede, invece, di "trattenere" le accise sulla benzina raffinata (non venduta) in Sicilia. Equivale a un trasferimento aggiuntivo di quasi un miliardo alla sola Sicilia. Difficile conciliare queste richieste.
Lo stesso programma del Pdl prevede di far adottare dal Parlamento una proposta di legge della Lombardia che trattiene alle regioni l'80 per cento del gettito Iva, il 15 per cento del gettito Irpef e, nella loro interezza, l'accisa sulla benzina e l'imposta sui tabacchi e sui giochi. Paradossalmente un esecutivo che ha promesso di affrontare il nodo del federalismo fiscale inaugurerà le proprie attività con l'abolizione totale dell'Ici, l'unica vera tassa locale oggi esistente. Auguriamoci che non si continui con il federalismo all'italiana, decentramento di capacità di spesa e accentramento di prelievo, quello che ci porta oggi a destinare un quarto del bilancio dello Stato ai trasferimenti a regioni ed enti locali."
 Fondandosi su queste stesse proiezioni, il Venerdì di Repubblica del 16 maggio ha presentato un accurato servizio che dimostra come l'intero paese verrebbe sconvolto se, veramente, venisse applicata questa forma di federalismo fiscale e che le regioni del Sud (ma ho motivo di credere anche tutte le piccole regioni in generale) si troverebbero in difficoltà tali da non riuscire più a finanziare sanità e istruzione.
 Nelle more dell'emergenza rifiuti, e delle vicende ad essa connesse, dobbiamo provarci a discutere anche di questioni che incideranno sul futuro assetto economico e politico del nostro paese.
 Ora, è giusto che partiti riformisti accolgano.......

* da "la Repubblica-Napoli" del 5 giugno 2008

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