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| Il saggio ricostruisce gli anni della crisi politica italiana scoppiata nel 1992. Due le tesi che emergono principalmente: la prima, di impli-cazione generale, concerne i rischi, insiti nei sistemi democratici, che una crescita abnorme delle procedure di decisione possa condurre ad una certa qual tirannia della maggioranza; l’altra, più specificamente attinente alla storia di Italia, argomenta così: tutte le rivoluzioni della storia, grandi o piccole, pur macchiandosi di orrendi crimini, li hanno potuti giustificare in nome dei grandi ideali che esse intendevano perseguire. In Italia, invece, -e di qui il giudizio di ingenerosa dato alla “rivoluzione” italiana seguita a Tangentopoli- si assiste alla volontà, talvolta perfino dichiarata, di rafforzare le differenze esistenti per cui chi è forte vuol esserlo di più a scapito del più debole. Il volume considera, fra l’altro, il pensiero di Alexis de Tocqueville, Ortega Y Gasset e di Hannah Arendt. |