Questo sito vuole rappresentare un’opportunità per quanti siano interessati a riflettere e discutere di questioni filosofiche ed etico-politiche in maniera libera, critica, costruttiva, per confrontarsi ed impegnarsi sul grande tema della libertà. L’unificazione mondiale dei mercati e della cultura favorisce da un lato lo scambio e l’incontro fra culture diverse. Ma tende anche a uniformare in modo conformistico, ad omologare. Tornare a scoprire le proprie radici culturali è essenziale per aprire nuovi confronti e nuovi dialoghi, per prefigurare un nuovo orizzonte.

Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo delle passione

La riforma della giustizia e la smania riformista

La smania riformista* "Implacabile e misterioso, il tema della riforma della giustizia torna con ormai monotona puntualità ad occupare il dibattito politico e l'attenzione dei mass media. Sempre più indefinito nei suoi contenuti, nelle finalità e nell'indicazioni delle risorse, è ormai cosa che suscita disinteresse persino nei destinatari immediati di tale riforma, i magistrati. Non è chiaro se trattasi di riforma solo processuale o anche ordinamentale o persino costituzionale." Così nella presentazione del Forum organizzato dall'Associazione "Tertium datur", che si terrà martedì alle 16.30 a Palazzo di Giustizia (Aula 220) al quale parteciperanno magistrati, giuristi e studiosi. Ed effettivamente negli ultimi anni assistiamo nel nostro paese ad una sorta di smania riformista alla quale non corrisponde, paradossalmente, nessun profilo riformista vero e proprio. Per riformismo noi intendiamo, politologicamente, la volontà di cambiare il profilo politico e sociale di un paese in senso progressista e democratico. Tale riformismo è...

I giudici di pace

Quale futuro per i giudici di pace Repubblica - 30 novembre 2009 pagina 1 sezione: NAPOLI SARÀ ovvio, ma il titanico scontro che, da vent' anni, sin dal declino della cosiddetta prima Repubblica, si consuma attorno alla giustizia, oscura i tanti problemi concreti e reali che tutti patiamo come comuni cittadini. Oggi viene alla ribalta il tema della funzione e dei compiti del giudice di pace. Su iniziativa dell' Associazione nazionale che li riunisce, si tiene oggi al Castello Aragonese ad Aversa il convegno "Il giudice di pace: analisi e prospettive di un magistrato laico", al quale interverranno, fra gli altri, Vincenzo Carbone, Giuseppe Della Pietra, Vincenzo Galgano, Luca Palamara, Pasquale Giuliano, Lorenzo Chieffi, Giacomo Caliendo, Maurizio Stanziola. Come è noto, l' istituzione relativamente recente di questa figura di magistrato laico, come si dice per differenziarla dal magistrato togato, nasceva dall' esigenza di snellire il lavoro dell' amministrazione della giustizia e di ridurre i tempi di una serie di procedimenti a...

Diritto, bioetica e libertà di coscienza

Chi decide della vita nell'ora estrema* Alla Camera dei deputati, il 16 novembre, si sono chiusi i termini per la presentazione di emendamenti alla proposta di legge intitolata "Disposizioni in materia di alleanza terapeutica, di consenso informato e di dichiarazioni anticipate di trattamento". Già approvato dal Senato, il testo unificato dovrebbe fissare i principi e le norme per consentire a ogni cittadino di decidere ora per allora, in piena coscienza e autonomia, circa i trattamenti medici da subire o non subire nell'ora estrema. Si tratterà in sostanza di anticipare le proprie dichiarazioni, di stabilire le proprie direttive di vita, sulla base del principio che ogni persona ha il diritto di essere protagonista nelle scelte riguardanti la propria salute, quel bene-salute tutelato dalla Costituzione come fondamentale e che i medici curano e soccorrono quando richiesti. L'opinione pubblica è ormai convinta della necessità di una norma in merito. A questa maturazione ha contribuito prima il caso di Piergiorgio Welby, con la sua...

La bioetica nel labirinto della libertà

Paolozzi: la bioetica nel labirinto della libertà* «Il corpo di Karen Quinlan, che fluttua tra la vita e la morte secondo il progresso della medicina e il variare delle decisioni giuridiche, è un essere di diritto non meno che biologico: un diritto che pretende di decidere sulla vita, prende corpo in una vita che coincide con la morte». Queste parole di Giorgio Agamben, riferite al caso di una ragazza in coma negli anni '70 in Usa, disegnano bene la diade in cui si muove l'etimo della parola «bioetica», bios, vita, e ethos, morale. E il caso Quinlan fu uno dei primi su cui si cimentò la bioetica che poi, sconvolgendo le previsioni di chi pronosticava lo scontro di classe come «contraddizione principale» di fine '900 e del terzo millennio, è assurta a ruolo centrale nei conflitti della complessità. Alle innumerevoli implicazioni della bioetica - concepimento, aborto, limiti della ricerca, trapianti di organi, inseminazione artificiale, libero arbitrio e «fine vita» - dedica attenzione il comitato campano di bioetica. Che oggi,...

Bioetica e complessità

Carne e spirito la bioetica come scienza per la vita Se volessimo trarre delle provvisorie conclusioni dopo l' excursus compiuto fra i temi dell' etica, della bioetica e della ecoetica, potremmo affermare che il nostro auspicio è che la cosiddetta bioetica antropica possa aprirsi a più ampi orizzonti, conservando la sua specificità nell' ambito di una più vasta e complessa visione del mondo. Le questioni che abbiamo posto rientrano tutte nella dimensione di una filosofia che abbia come suo punto di riferimento fondamentale l'idea che fra universale e particolare non vi sia una irriducibile opposizione ma una necessaria complementarità per cui l' un termine si spiega con l' altro e viceversa. Se il nostro orizzonte universale, di un' etica universale, è quello di rispettare la dignità della vita e dell' individuo vivente, la scelta concreta che ci si propone o che ci si obbliga di compiere è sempre condizionata dal particolare momento in cui essa si deve, appunto, compiere. Se uno dei due termini venisse a mancare, ci troveremmo a...

Bioetica e scelte politiche

La bioetica e lo spirito del suo fondatore Vita, morte, qualità della vita: sono i temi fondamentali di cui si occupa la moderna bioetica fra filosofia, scienza, diritto e religione. Dall'aborto all'eutanasia, dall'inseminazione artificiale alla clonazione umana, dagli interventi sul genoma (patrimonio genetico) ai trapianti di organi: i grandi temi, le grandi tragedie e le grandi gioie che attraversano la nostra vita quotidiana e che, come il caso di Eluana Englaro ha ampiamente dimostrato, invadono la scena politica provocando profondi conflitti morali, divisioni fra credenti e non credenti, laici e cattolici. Questo volume affronta tali questioni da un punto di vista culturale ed epistemologico senza ricorrere al linguaggio specialistico e tecnicistico che ha disumanizzato, negli ultimi anni, la ricerca bioetica. L'intenzione dell'autore è quella di ricondurre la bioetica allo spirito originale del suo fondatore, V. R. Potter, che la considerava, come oggi il grande pensatore francese Edgar Morin, un "ponte verso il futuro" ossia...

Il principio di autonomia come fondamento della laicità

Sull'esigenza che la legislazione in bioetica sia leggera e non invasiva concorda anche Ernesto Paolozzi, un filosofo che appartiene alla tradizione fortunatamente non ancora spenta dello storicismo italiano, autore di un saggio, La bioetica per decidere della nostra vita (Christian Marinotti edizioni, 2009), a cui segue anche una parte antologica con documenti e interventi di varia impostazione. Paolozzi ricorda in proposito, molto opportunamente, l'art. 32 della nostra Costituzione, quello che recita: "La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti. Nessuno può essere obbligato ad un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana". In realtà, su questo principio del rispetto della persona umana dovrebbe essere possibile l'incontro fra la grande tradizione morale cristiana e le filosofie variamente "laiche", intendendo per...

Ippolito e l’epistemologia contemporanea

QUEL CHE SCRISSE IPPOLITO Ricorderanno, gli attuali fautori del nucleare, il dramma vissuto nei primi anni Sessanta dal grande scienziato napoletano Felice Ippolito? Pagò duramente le sue battaglie a favore dell'uso pacifico dell'energia nucleare per rendere l'Italia un paese autosufficiente sul terreno delle risorse energetiche. Fu condannato, sembra per un complotto, ad undici anni di carcere, accusato di irregolarità amministrative nella sua funzione di presidente del Comitato Nazionale per l'energia nucleare. Quasi a confermare la tesi del complotto ordito dai sostenitori degli interessi delle compagnie petrolifere, vi fu l'autorevole intervento dell'allora Presidente della Repubblica, Giuseppe Saragat che, dopo due anni di prigione, gli concesse la grazia. Molti intellettuali, i quotidiani e i media dell'epoca crearono un caso Felice Ippolito, che andò ad affiancarsi, per analogia, al precedente caso Mattei, certamente più noto. Quel Mattei, anch'egli impegnato nella lotta per l'autonomia energetica italiana, alla ricerca di...

La ricerca e il potere

La ricerca e il potere* L’acuto intervento di Guido Trombetti sulla necessità che filosofia e scienza si interroghino sulla loro natura e sugli altri “saperi” superando i confini disciplinari necessariamente imposti dagli ordinamenti universitari, mi ha fatto tornare alla mente un episodio che, per alcuni studenti, fu di grande importanza. Raffaello Franchini, docente di Filosofia teoretica, usava invitare tutti i giovedì un non-filosofo al suo corso per parlare, appunto, della filosofia e dei suoi confini. Venne un giorno lo scienziato Eduardo Caianiello. Dopo la breve presentazione si alzò, si diresse verso la lavagna e scrisse: ”44”. Poi chiese a noi studenti di dire cosa avesse scritto. Dopo un comprensibile imbarazzo, qualcuno, forse per accelerare i tempi, rispose: “Quarantaquattro”. Al che Caianiello disse: “Per certi aspetti hai ragione. Però, in questo caso, io intendevo scrivere due quattro, cioè due 4 in fila.” Da qui una lunga discussione che ci permise di comprendere che la matematica non era quella che avevamo imparato...

Chargaff e Croce – Fra il DNA e lo Storicismo

Chargaff e Croce Quando si discute sul terreno scientifico di DNA, il pensiero corre agli scienziati Watson e Crick, insigniti del premio Nobel. Ma anche altri, meno noti, avevano contribuito alla ricerca che ha rivoluzionato la nostra epoca e meriterebbero di essere ricordati anche al pubblico non specialista. Soprattutto Chargaff, per la complessità della sua opera, per la mitezza del carattere e per l'impegno morale sobrio ma intransigente che lo caratterizzarono. Si deve ad Erwin Chargaff, scrive il biologo e filosofo Alberto Mei del Testa, "la scoperta dell'esatta composizione del DNA, della sua estrema eterogeneità nelle specie viventi e, al contrario, della costanza nell'ambito della stessa specie." Fondatore della biologia molecolare, lo scienziato austriaco, emigrato in America dopo l'avvento del nazismo, fu uomo schivo e originale, di fatto estraneo alla vita accademica e in sostanziale opposizione nei confronti del conformismo scientifico del tempo. Garzanti pubblicò negli anni Ottanta il volume Il fuoco di Eraclito,...