Questo sito vuole rappresentare un’opportunità per quanti siano interessati a riflettere e discutere di questioni filosofiche ed etico-politiche in maniera libera, critica, costruttiva, per confrontarsi ed impegnarsi sul grande tema della libertà. L’unificazione mondiale dei mercati e della cultura favorisce da un lato lo scambio e l’incontro fra culture diverse. Ma tende anche a uniformare in modo conformistico, ad omologare. Tornare a scoprire le proprie radici culturali è essenziale per aprire nuovi confronti e nuovi dialoghi, per prefigurare un nuovo orizzonte.

Niente di grande è stato fatto al mondo senza il contributo delle passione

 Gennaro Papa. Che sia di esempio a tutti noi

L’on. Gennaro Papa è stato nella sua lunga vita  fra i punti di riferimento fondamentali per il liberalismo meridionale, un liberalismo che, pur nella dimensione nazionale ed europea, ha assunto, informato dal pensiero di Benedetto Croce,  caratteristiche particolari, adeguandosi alla condizione storica, sociale ed economica di questa grande regione d’Europa. Partendo dal Sannio, la sua terra tanto amata e vissuta, mai lasciata, come è malauguratamente accaduto per tanti uomini politici e di cultura, da Benevento e Montesarchio dove più intensa è stata la sua attività, si è battuto per le ragioni dell’intero Mezzogiorno di Italia: nella prospettiva di un liberalismo non dottrinario pronto ad accogliere le sfide della modernità come l’inevitabile ruolo del pubblico assieme a quello indispensabile del privato. Non casualmente Gennaro Papa si forma, giovanissimo, in quella temperie culturale che affonda le radici nel liberalismo democratico di Giovanni Amendola. Suo riferimento fu Raffaele De Caro, fra i personaggi più illustri della...

Giuseppe Gembillo- Annamaria Anselmo. Filosofia della complessità

Giuseppe Gembillo- Annamaria Anselmo, Filosofia della complessità, Le Lettere, Firenze, pag 283, euro 24,00. Con  Filosofia della complessità, si compie una tappa importante dell’itinerario intrapreso da Giuseppe Gembillo, e  con lui da Annamaria Anselmo ed altri amici e allievi.  dallo storicismo crociano all’epistemologia contemporanea, al pensiero complesso di Morin. Si tratta, a mio modo di vedere, di una prospettiva filosofica originale nella quale, potremmo dire, si innestano sul tronco forte del pensiero storicista, critico, dialettico, da Vico ad Hegel a Croce,  le più moderne e avvertite posizioni epistemologiche che tendono ad infrangere il paradigma riduzionista, di stampo neopositivista, che ancora, per tanti aspetti, domina la cultura media italiana e non solo italiana. E’ fondamentale, a questo punto, comprendere bene il significato teoretico ed epistemologico del termine complessità che, altrimenti, potrebbe essere facilmente banalizzato (dato l’uso comune che si fa...

Benedetto Croce. L’Italia dal 1914 al 1918. Pagine sulla guerra

Benedetto Croce, L’Italia dal 1914 al 1918. Pagine sulla guerra, Bibliopolis, Napoli,2019,euro 35’00. “In verità, quando noi uscimmo da quella (la prima guerra mondiale) che era stata già di una non preveduta vastità e durata, ci illudemmo di aver soddisfatto, non solo per la nostra generazione, ma an tre dei nostri figli e nipoti, il debito che grava sugli uomini di ammazzarsi gli uni con gli altri dopo certi intervalli chiamati di pace; e invece assistemmo assai presto al prepararsi e infine allo scoppiare dell’altra guerra, spaventosa per estensione, per lunghezza, per violenza. E, rileggendo ora le mie pagine, dolorosamente io misuro quanto siamo discesi giù dal grado di civiltà che allora in qualche modo si mantenne, perché i dittatori, che si sono levati dappertutto nel mondo, sono stati (come aveva profeticamente veduto Jaco Burckhardt), ben altro negli atti e nei detti e nei sembianti dai vecchi e bonari monarchi assoluti o semiassoluti, e le moltitudini da loro asservite e maneggiate, ci sono venute contro ebbre di...

Benedetto Croce-Donato Jaja. Dopo la fine di un mondo

Benedetto Croce-Donato Jaja. Dopo la fine di un mondo. Carteggio 1885-1913. A cura di Cesare Preti. Prefazione di Marcello Mustè. Rubbettino, 2019  (Euro 16, pp206.) E’ possibile leggere nella sua interezza il carteggio fra Benedetto Croce e Donato Jaja. Si tratta di un epistolario che aiuta a comprendere il passaggio, decisivo per la cultura italiana ed europea fra la crisi del positivismo e la crisi dell’idealismo e la nascita della nuova filosofia, quella di Croce destinata a influenzare il dibattito filosofico del Novecento. Il passaggio da un mondo all’altro, la fine di un mondo, quello dell’idealismo di Bertrando Spaventa e Donato Jaja allo storicismo di Croce. La freddezza di questa costatazione storiografica peraltro molto ben documentata dalla densa prefazione di Marcello Mustè non deve lasciar cadere in secondo piano il risvolto umano, in certo qual senso, il dramma che traspare dalla separazione (mai apertamente conclamata) fra il vecchio professore, Jaja, profondamente legato alla memoria e all’insegnamento di Spaventa e...

Adriano Giannola. Sud d’Italia. Una risorsa per la ripresa

 Adriano Giannola, Sud d’Italia. Una risorsa per la ripresa, Salerno editrice, Roma, 2015, p108, euro 8,90  Nel suo ultimo libro, Sud Italia. Una risorsa per la ripresa, Adriano Giannola prova a rilanciare la questione dello sviluppo del Mezzogiorno superando le stucchevoli polemiche di questi ultimi anni, prosperate fra improbabili nostalgie neoborboniche e volgari e opportunistici leghismi nordisti. I tempi cominciano ad essere maturi per ricominciare, finalmente, a discutere seriamente di una questione scioccamente accantonata negli ultimi anni di sbornia populistica. Sono stati commessi molti, troppi errori. Il primo, potremmo dire, è stato quello di cercare, come ha scritto Adriano Giannola, soluzioni per parti. L’idea cioè che si potesse intervenire per arrestare il declino italiano intervenendo parzialmente sul terreno dello sviluppo di alcune regioni italiane. I fatti hanno mostrato come fosse una pura illusione pensare che il Nord potesse svilupparsi senza il Sud. Questa illusione si fondava su un altro errore, quello di...

Croce e Maria Curtopassi, Dialogo su Dio

Il dialogo tra il filosofo e la poetessa Maria Curtopassi. Fra gli ateismi di maniera di epigoni di Voltaire in cerca di successo e le ipocrite conversioni di atei devoti in cerca di visibilità politica, il carteggio fra Croce e Maria Curtopassi, curato da Giovanni Russo, "Dialogo su Dio" (Archinto) giunge come una ventata di aria fresca. Negli stessi anni della gestazione e della pubblicazione del notissimo saggio Perché non possiamo non dirci cristiani Croce scriveva alla sua amica una lettera che è già un programma: «Puro filosofo quale sono e, per sincerità verso me stesso, voglio restare, io stimo che il più profondo rivolgimento spirituale compiuto dall' umanità sia stato il cristianesimo; e il cristianesimo ho ricevuto e servo, lievito perpetuo, nella mia anima». Il carteggio si sviluppa dal 10 giugno 1941 al 18 ottobre 1952, ossia sino alla morte del filosofo. Il tono generale che connota l' epistolario nel decennio terribile che travolse l' Europa e il mondo intero, è quello di una profonda e schietta sincerità. Maria...

La riforma della giustizia e la smania riformista

La riforma della giustizia. La smania riformista privilegia l'efficienza. "Implacabile e misterioso, il tema della riforma della giustizia torna con ormai monotona puntualità ad occupare il dibattito politico e l'attenzione dei mass media. Sempre più indefinito nei suoi contenuti, nelle finalità e nell'indicazioni delle risorse, è ormai cosa che suscita disinteresse persino nei destinatari immediati di tale riforma, i magistrati. Non è chiaro se trattasi di riforma solo processuale o anche ordinamentale o persino costituzionale." Così nella presentazione del Forum organizzato dall'Associazione "Tertium datur", che si terrà martedì alle 16.30 a Palazzo di Giustizia (Aula 220) al quale parteciperanno magistrati, giuristi e studiosi. Ed effettivamente negli ultimi anni assistiamo nel nostro paese ad una sorta di smania riformista alla quale non corrisponde, paradossalmente, nessun profilo riformista vero e proprio. Per riformismo noi intendiamo, politologicamente, la volontà di cambiare il profilo politico e sociale di un paese in...

Quale futuro per i giudici di pace

Quale futuro per i giudici di pace Sarà ovvio, ma il titanico scontro che, da vent' anni, sin dal declino della cosiddetta prima Repubblica, si consuma attorno alla giustizia, oscura i tanti problemi concreti e reali che tutti patiamo come comuni cittadini. Oggi viene alla ribalta il tema della funzione e dei compiti del giudice di pace. Su iniziativa dell' Associazione nazionale che li riunisce, si tiene oggi al Castello Aragonese ad Aversa il convegno "Il giudice di pace: analisi e prospettive di un magistrato laico", al quale interverranno, fra gli altri, Vincenzo Carbone, Giuseppe Della Pietra, Vincenzo Galgano, Luca Palamara, Pasquale Giuliano, Lorenzo Chieffi, Giacomo Caliendo, Maurizio Stanziola. Come è noto, l' istituzione relativamente recente di questa figura di magistrato laico, come si dice per differenziarla dal magistrato togato, nasceva dall' esigenza di snellire il lavoro dell' amministrazione della giustizia e di ridurre i tempi di una serie di procedimenti a vantaggio del cittadino. Col tempo, come sempre accade,...

La bioetica nel labirinto della libertà

Paolozzi: la bioetica nel labirinto della libertà «Il corpo di Karen Quinlan, che fluttua tra la vita e la morte secondo il progresso della medicina e il variare delle decisioni giuridiche, è un essere di diritto non meno che biologico: un diritto che pretende di decidere sulla vita, prende corpo in una vita che coincide con la morte». Queste parole di Giorgio Agamben, riferite al caso di una ragazza in coma negli anni '70 in Usa, disegnano bene la diade in cui si muove l'etimo della parola «bioetica», bios, vita, e ethos, morale. E il caso Quinlan fu uno dei primi su cui si cimentò la bioetica che poi, sconvolgendo le previsioni di chi pronosticava lo scontro di classe come «contraddizione principale» di fine '900 e del terzo millennio, è assurta a ruolo centrale nei conflitti della complessità. Alle innumerevoli implicazioni della bioetica - concepimento, aborto, limiti della ricerca, trapianti di organi, inseminazione artificiale, libero arbitrio e «fine vita» - dedica attenzione il comitato campano di bioetica. Che oggi, intorno...

Bioetica e complessità

Bioetica e complessità: carne e spirito, la bioetica come scienza per la vita Se volessimo trarre delle provvisorie conclusioni dopo l' excursus compiuto fra i temi dell' etica, della bioetica e della ecoetica, potremmo affermare che il nostro auspicio è che la cosiddetta bioetica antropica possa aprirsi a più ampi orizzonti, conservando la sua specificità nell' ambito di una più vasta e complessa visione del mondo. Le questioni che abbiamo posto rientrano tutte nella dimensione di una filosofia che abbia come suo punto di riferimento fondamentale l'idea che fra universale e particolare non vi sia una irriducibile opposizione ma una necessaria complementarità per cui l' un termine si spiega con l' altro e viceversa. Se il nostro orizzonte universale, di un' etica universale, è quello di rispettare la dignità della vita e dell' individuo vivente, la scelta concreta che ci si propone o che ci si obbliga di compiere è sempre condizionata dal particolare momento in cui essa si deve, appunto, compiere. Se uno dei due termini venisse a...